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Uno strampalato naturalista

2 Maggio 2022

Gilles Bachelet in tour (prima puntata)

Tutto è iniziato con un gattino dalle dimensioni di un pachiderma, un semplice gatto che ama dormire, molto accurato nelle pulizie, che è spesso ritratto dal suo padrone (il nostro preferito è in versione Matisse), un gattino che cresciuto si innamora di una micia soriana.

Quasi contemporaneo a questo gatto, il primo della serie, che da troppo tempo manca dalle librerie, è anche un piccolo fungo, un po’ troppo invadente ed autoritario, che ha manie di espansione e pecca un po’ di arrivismo, ma come biasimarlo se il suo nome è Napoleon.

É poi arrivata una coniglietta bianca, moglie, madre prolifica, casalinga sempre alle prese con un marito ritardatario e dalla memoria assai labile, per quel che riguarda i doveri familiari… Se poi in casa si ritrova un gatto che tende a sparire e una baby-sitter adolescente “instabile”, le cose non aiutano.

Come dimenticare infine un cavaliere non molto svelto, ottimo padre e marito, che prima di arrivare a lavoro viene distratto da mille imprevisti (tra i quali una partita a scacchi) che non aiutano in fatto di puntualità.

Ed ora siamo infine (ne mancano molti all’appello, ma devono ancora passare le Alpi) giunti a conoscere uno spassoso unicorno che, ritiratosi dalle scene, passa il suo tempo in una casa di riposo, “Villa Tranquilla”, dove strane cose capitano ad alcuni ospiti.

Le storie di Gilles Bachelet sono una più spassosa dell’altra, sono rivolte ai bambini, ma parlano (e con quale carattere) anche agli adulti. E a parlare non sono solo le parole ma anche, e soprattutto, il suo segno, i suoi colori, le sue atmosfere, la sua ricchezza di dettagli che non deludono mai. Le sue tavole, quelle più ampie, di paesaggi o interni, sono sempre affollate di citazioni che permettono di reiterare le letture numerose volte, riuscendo sempre ad incantare e sorprendere i suoi lettori.

Fin dall’inizio i suoi lavori sono stati apprezzati dal pubblico e dalla critica. “Il mio gatto è proprio matto” in Francia ha vinto il premio Baobab. “La signora Coniglio Bianco”, la Pépite dell’album al Salone di Montreuil, “Il cavaliere Panciaterra” il premio Andersen italiano. Nel 2019 Gilles Bachelet sempre a Montreuil è stato il primo artista a ricevere il nuovo riconoscimento il Prix de la Grande Ourse. 

Oggi, lo scorso marzo, in occasione della Bologna Children’s Book Fair, le librerie ALIR gli hanno assegnato il premio Orbil per il miglior albo illustrato.

E per questa ragione in questi giorni, l’illustratore francese, sarà in Italia (ma non disperate tornerà anche ad ottobre per un tour più ricco) a Sesto Fiorentino alla libreria Liblab (sabato 14 maggio) e poi a Modena per il Festival Passa la Parola (domenica 15 maggio) organizzato dalla libreria Castello di Carta. Questo primo tour è stato organizzato da ALIR in collaborazione con l’Institut Français d’Italie e le case editrici Terre di mezzo e Il Castoro.

PS

In effetti tra la casalinga bianca e il cavaliere un altro piccolo gioiello di Bachelet ha passato le Alpi; andatelo a cercare, si intitola “Raccontami una storia”, un libro che parla di libri, di quelli che accompagnano i sogni dei piccoli, e parla di famiglie, le più diverse, tutte accompagnate da questa pratica a noi cara che è la lettura condivisa.

David Tolin

Pel di carota

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