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Non è colpa della pioggia, Lynda Mullaly Hunt, Traduzione di Sante Bandirali, Uovonero

15 febbraio 2021

Delsie vive con la nonna a Cape Cod. Delsie di domande se ne fa tante, sulla sua famiglia ma anche sugli amici. Perché sua madre non è più tornata? Perché non sa neanche chi sia suo padre? Perché non può avere una famiglia felice come quella dei suoi vicini di casa? Perché la sua amica Brenda è così cambiata e non ha più voglia di condividere con lei le avventure che ogni estate le rendevano felici?

La vita di Delsie è una vita semplice, fatta di corse, di vita all’aria aperta, dei giochi a premi che la nonna segue alla televisione, dei pomeriggi davanti a una tazza di tè in compagnia di Esme (perché non può avere una madre come lei?), di ricerche di conchiglie e piccoli oggetti smarriti sulla spiaggia. Delsie ha una passione, adora i temporali, si incanta di fronte alle trasformazioni del cielo durante il maltempo, non ne è turbata o preoccupata e i fulmini ramificati sono i suoi preferiti.

Delsie non si sente completa, sente che alla sua vita mancano dei pezzi che non si possono rimettere insieme come in un puzzle, ancora di più in questa estate in cui tante cose stanno accadendo.

Ma Delsie non si ferma, non è capace di fermarsi e ogni giorno va incontro alla vita, quella più genuina, e presto scoprirà quanto la sua vita sia meravigliosa, perché non è il sangue a fare una famiglia, l’amore è qualcosa di più potente.

E tra le novità che incontra sulla sua strada c’è Ronan, un ragazzo arrivato da poco a Cape Cod con il padre e con il quale intreccerà un’amicizia importante, costruita su una profonda fiducia reciproca. Un incontro che l’aiuterà a fare luce sulla sua vita e sulle tante sfumature emotive che ci attraversano e vanno a definire chi siamo.

Un libro che parla ai giovani lettori con un linguaggio molto chiaro, con una narrazione ricca di dialoghi che lo rende vivace e coinvolgente.

Intorno a Delsie si muovono personaggi ben delineati, personaggi che vanno a determinare eventi necessari a dare un ordine a quei pezzi mancanti che tanto la preoccupano.

Molte domande attraversano le pagine di questo libro, ma la storia, con attenta discrezione, non ci riempie di risposte limitanti. Ci offre una visione ad ampio raggio sulla vita, sulle amicizie, sulla famiglia, sulla complicità, sul diventare un po’ più grandi, ci porta incontri, scelte e opportunità. [Cristina Spallanzani, allenatrice della creatività]

Poesia con fusa Chiara Carminati, illustrazioni di Alessandro Sanna, Lapis

14 febbraio 2021

Preparativi
Miccia
Muffa
Uffi
Toffì
Soffia
Felissia
Ruggine
Burro
per i nomi, ecco fatto
ora manca solo
il gatto.

Poesia con fusa Chiara Carminati, illustrazioni di Alessandro Sanna, Lapis

Poesia con fusa è un libro di poesie dedicate al mondo felino, un dialogo perfetto tra versi e immagini dipinte, espressione della complicità artistica di Chiara Carminati e di Alessandro Sanna e felice realizzazione di un loro lontano progetto. Chiara Carminati scrive e traduce poesie per bambini e in questa nuova raccolta di poesie brevi, a volte brevissime, conferma il suo talento e il suo amore per la parola poetica affermato dalla motivazione per il Premio Andersen ricevuto nel 2012 come migliore autrice: “Per saper coltivare e proporre con passione, cura e determinazione il linguaggio poetico per e con l’infanzia…”.

Poesia con fusa Chiara Carminati, illustrazioni di Alessandro Sanna, Lapis

I raffinati disegni di Alessandro Sanna, primo Children’s Laureate italiano ovvero ambasciatore della letteratura per l’infanzia, sottolineano e si intrecciano con la magia dei testi. Ed eccoci immersi nel mondo dei gatti! Vediamo Ubu accucciata a pagnotta con il naso verso il basso, sentiamo il mistero di Miseria nera, scopriamo il pensiero del gatto tra un grattino e una coccola, saltiamo ad uno scatto con il gatto del fotografo, cerchiamo dentro la scarpa il piccolo gatto acquattato. E ancora ridiamo per il nostro amico di pelo, di pelle e di ciccia, compagno di bagno, che adora bagnarsi l’intera pelliccia, attendiamo per ore assieme al gatto del pittore, cantiamo per amore con il micio Geremia, il migliore che ci sia… Poesia con fusa cerca di avvicinare i bambini alla poesia, con gioia e divertimento, e trascina nell’energia e nella forza dei suoi versi. Sono rime con cui giocare, sono suoni e parole da leggere e da sentire. Per iniziare a recitare ad alta voce e per scoprire la bellezza e la ricchezza della poesia che nomina il mondo. Per innamorarsi dei gatti e, magari, essere liberi come i gatti. [Milena Minelli, Castello di carta, Vignola]

Poesia con fusa Chiara Carminati, illustrazioni di Alessandro Sanna, Lapis

La gatta del poeta

La gatta del poeta si stiracchia
verso sera, a opera conclusa.
Si allunga alla luna e le sussurra
soddisfatta la sua poesia con fusa.

A mezzanotte, di Gideon Steer e Mariachiara Di Giorgio, Topipittori

13 febbraio 2021

A mezzanotte, in quella fetta sottile di tempo dove un giorno finisce e un altro sta per iniziare, talvolta nelle storie succedono cose incredibili. Quello che fino a poche ore prima era un luna park come tanti altri, dove le urla e le risate dei bambini facevano da sfondo al frastuono festoso tipico di questi luoghi, diventa uno scenario perfetto e inaspettato perché quell’esperienza, la stessa esperienza, prenda di nuovo vita in maniera verosimilmente surreale. A mezzanotte, quel luna park, da poco allestito, al limitare del bosco, richiama l’attenzione di creature riservate e furtive, alcune hanno gli orecchi a punta, altre hanno le corna, altre sono piccole e veloci, altre possenti e pelose, ma tutte, nella notte, hanno occhi che brillano come stelle. Sono gli animali che quel bosco lo abitano e che stanotte hanno deciso di fare festa. 

A mezzanotte, di Gideon Steer e Mariachiara Di Giorgio, Topipittori

Questo è il soggetto di Gideon Sterer intorno al quale Mariachiara Di Giorgio sviluppa tutta una serie di tavole acquarellate di una bellezza a tratti  struggente. La delicatezza con cui i soggetti/animali si appropriano di pose e gestualità umane, rimanendo comunque se stessi, è frutto di un lavoro complesso e sapiente che si spende nei più piccoli dettagli e che conferisce alla storia una credibilità straordinaria. Questa operazione, inoltre, si risolve con una traduzione visiva capace di accorciare le distanze tra i due mondi, costringendo il lettore a cogliere delle evidenti somiglianze, di ri-conoscersi, spingendolo oltre i confini dell’uomo, verso un’origine più profonda, quella animale.

A mezzanotte, di Gideon Steer e Mariachiara Di Giorgio, Topipittori

La struttura, che ha le sembianze di un “silent-comics”, dona ritmo e apertura, e i disegni a pagina intera o doppia, a livello visivo, vengono esaltati da una sorta di realtà aumentata proprio grazie alla presenza di più “vignette” (presenti nella stessa pagina) prima o dopo di queste. Un aspetto che ha colpito la mia attenzione è la quantità di suoni e rumori evocati, sfogliando le pagina si ha quasi la suggestione di un sentire sottile in lontananza, di un frastuono giocoso che tanto assomiglia al nostro e in completa sincronia con questo, la palette di colori esplode in una varietà variegata mai eccessiva. 

A mezzanotte, di Gideon Steer e Mariachiara Di Giorgio, Topipittori

La chiusura all’alba, in un immaginato naturale silenzio, rotto soltanto da un improvviso e piccolo rumore d’acqua, ha il sapore della libertà.  [Valentina Serafini, Olivia libreria bistrot, Poggibonsi]

L’ultimo dei Comanche, di Nathalie Bernard, traduzione di Claudia Romagnuolo, La nuova frontiera Junior

12 febbraio 2021

Siamo nel Wild West, nello sconfinato orizzonte degli Stati Uniti d’America di fine Ottocento. Pagine arse, polverose, segnate da mustang al galoppo per raccontare la storia drammatica di Quanah Parker, figlio del grande capo Peta Nocona e di Cynthia Ann Parker, una donna bianca, rapita da bambina e diventata una comanche dagli occhi chiari.

Il romanzo si apre con la nascita di Quanah, col tempo in cui aveva un nome profumato, da bambino, per poi seguire i suoi passi da ragazzo che all’improvviso deve fronteggiare perdite e dolori immensi, la sensazione di non appartenere più a nessuna tribù, di aver smarrito per sempre le proprie radici e che infine, trova la forza per costituirne di nuove, forti.

Quanah cresce, diventa guerriero, padre e capo. Si confronta con se stesso e con la natura nella quale si muove, nella quale si muovono in simbiosi i comanche, gli uni parte dell’altra e viceversa. La natura è il fulcro attorno al quale tutto ruota, persino il futuro, persino i sogni. Oltre che il quotidiano, che nella vita di questo bambino, poi ragazzo e poi uomo, è legato a doppio filo alle intemperie del tempo così come alla luna e al sole, alle mandrie di bisonti, allo scorrere dei fiumi. E poi ci sono le radici che affondano per metà nella società e nella Storia dell’uomo bianco. Stridenti, assieme, in un continuo susseguirsi di avventura e sogno, convivono.

L’avventura, il dramma delle perdite, delle separazioni, della violenza assumono un tono ineffabile che rende ogni pagina della vita dell’ultimo dei comanche naturale, limpida, vera. [Barbara Ferraro, Il giardino incartato, Roma]

Il giovane Darwin, Fabien Grolleau e Jérémie Royer, traduzione di Stefano Andrea Cresti, Edizioni Tunuè

11 febbraio 2021

Fabien Grolleau e Jérémie Royer ci regalano un viaggio intorno al mondo durato cinque lunghi anni; il viaggio compiuto da Charles Darwin, che all’epoca della partenza era un giovane di salute cagionevole, incerto sul suo futuro, poco portato per la facoltà di medicina alla quale era iscritto. Lascia l’Inghilterra e la sua vita agiata per imbarcarsi in una spedizione intorno al mondo, a bordo della nave “Beagle” comandata dal capitano Fitzroy. In questi cinque anni, Charles, avrà modo di crescere e di capire per che cosa era nato: essere un uomo di scienza, un grande naturalista.

Il giovane Darwin, Fabien Grolleau e Jérémie Royer, traduzione di Stefano Andrea Cresti, Edizioni Tunuè

Ma come?, penseranno molti di voi, un libro di divulgazione scientifica , che tratta temi così complessi, in un fumetto? Ebbene, la forza di questa graphic novel sta proprio qui: senza le incredibili e ricchissime tavole di Royer, non avremmo potuto gustare appieno tutta la bellezza di cui il giovane Drawin si è riempito gli occhi per cinque anni: Cieli mozzafiato in mezzo all’oceano, paesaggi incontaminati e lussureggianti, animali, farfalle, insetti, fondali cristallini e atolli, foreste vergini, aridi deserti di roccia. Per non parlare delle sfumature e della luce che ci acceca nel deserto e ci illumina la notte alla luce delle lucciole. Animali, fossili, conchiglie, insetti, tutto minuziosamente illustrato, catalogato e documentato come se stessimo guardando un film. Il film di un’epoca in cui il mondo non era ancora stato invaso dall’intervento distruttivo della specie umana ed era una promessa, tutta da scoprire, nelle mani di un giovane di 25 anni che ha scritto uno dei più importanti capitoli della Storia e della Scienza umana.

Il giovane Darwin, Fabien Grolleau e Jérémie Royer, traduzione di Stefano Andrea Cresti, Edizioni Tunuè

Scopriamo il ragazzo appassionato, dietro al grande scienziato. Il suo fervore antischiavista, ad esempio, le sue teorie considerate “blasfeme” a causa del clima profondamente repressivo e pieno di retaggi che nulla avevano a che vedere con la Scienza e con la scoperta, miravano anzi a conservare uno status quo, un dominio dell’uomo “civilizzato” contro i popoli indigeni e “selvaggi”, un dominio della morale cattolica contro il libero pensiero,.

Dopo molti anni, infine, la Storia ha dato ragione al giovane Darwin. Un libro a fumetti che appassionerà i ragazzi e le ragazze, appassionerà chiunque abbia spirito di avventura e sia curioso e tenace, pronto a sostenere con convinzione le proprie idee, per quanto impopolari, sulla base di dati oggettivi, studio e fatica. Tanta bellezza racchiusa in questo scrigno di 172 pagine.

Il giovane Darwin, Fabien Grolleau e Jérémie Royer, traduzione di Stefano Andrea Cresti, Edizioni Tunuè

Apritelo e vi troverete dentro i più grandi tesori, tutta la bellezza del nostro Pianeta, i mutamenti dei suoi abitanti nelle generazioni, le crudeli leggi della natura che lo governano e dalle quali, stupidamente, la nostra specie cerca di sottrarsi. La vostra vita vi parrà effimera. Non siamo che una piccola parte di un tutto, che in armonia si viva quindi, con tutte le creature,sotto questo unico cielo che tutti ci ospita. [Sara Panzavolta, libreria Momo, Ravenna]

C’era una casa a Mosca di Alexandra Litvina e Anna Desnitskaya – Donzelli

10 febbraio 2021

C’era una casa a Mosca di Alexandra Litvina, storica di formazione, autrice di numerosi titoli divulgativi per ragazzi, recentemente nominata per l’Astrid Lindgren Memorial Award 2021, e illustrato in maniera dettagliata e impeccabile da Anna Desnitskaya, una delle più apprezzate illustratrici russe contemporanee, vincitrice di numerosi premi, è un progetto interessante che utilizza l’estetica dell’oggetto, del dettaglio, al pari della struttura narrativa per ripercorrere i 100 anni di storia della Russia del XX secolo. Attraverso un testo personale e collettivo, che trova origine e filo conduttore tra le mura di una casa, prende vita una storia, la Storia, quella di una famiglia lunga generazioni insieme a quella di un intero paese.

C’era una casa a Mosca di Alexandra Litvina e Anna Desnitskaya – Donzelli

Lo sguardo semplice ed essenziale dei bambini, che si succedono nello scorrere del tempo e delle epoche, nella narrazione intima di una complessità generale che riguarda un intero popolo e che si specchia nella quotidianità di tutti, fin dentro le case (quella della famiglia Muromtsev in particolare) è il focus per raccontare le vicende storiche di un’intera nazione.

C’era una casa a Mosca di Alexandra Litvina e Anna Desnitskaya – Donzelli

Il libro utilizza la forza evocativa degli oggetti per ricreare le atmosfere tipiche dei vari momenti storici, mostrando al lettore anche quelli apparentemente insignificanti ma rappresentativi di una mutevolezza repentina, tipica del XX secolo ma soprattutto legati a una specificità geografica che permette una lettura su più livelli e uno sguardo ampio e allo stesso tempo singolare per interpretare la storia. I due piani narrativi, quello soggettivo/bambino e quello storico/enciclopedico, che si alternano nello scorrere delle pagine, concedono la possibilità di alternare con semplicità una prospettiva macro e una grandangolare che si intrecciano creando una moltitudine di connessioni e soprattutto permettono di non dimenticare che dietro gli avvenimenti, le guerre e le rinascite ci sono uomini, donne e bambini in carne e ossa con i loro sorrisi, le loro lacrime, la loro vita che reclama di essere vissuta.

C’era una casa a Mosca di Alexandra Litvina e Anna Desnitskaya – Donzelli

Il libro, anche se non in maniera intenzionale si presta a una lettura circolare, e le proposte interattive che si trovano all’interno (come la caccia al tesoro) a ri-letture continue. Un glossario alla fine del libro invita ad approfondire concetti, personaggi, oggetti e curiosità. Un approccio interessante ed esteticamente ricco e armonico che ancora una volta sottolinea come la potenza dell’immaginario visivo accostato a un testo puntuale e comprensibile sia un’incredibile risorsa per conoscere e interiorizzare argomenti complessi. [Valentina Serafini, Olivia libreria bistrot, Poggibonsi]

La scimmia dell’assassino, Jakob Wegelius, Traduzione di Laura Cangemi, Iperborea

9 febbraio 2021

Protagonista assoluta di questo romanzo d’avventura è Sally Jones, una scimmia antropomorfa. Un giorno riceve in regalo una macchina da scrivere dall’amico Henry Koskela, chiamato anche il Capo.

Koskela è un marinaio e viaggia per il mondo con la sua nave da carico per trasportare merci da un porto all’altro. Lui e Sally Jones sono inseparabili. Sally, grazie a lui, ha imparato moltissime cose sull’arte marinaresca, sui motori navali, e su altre questioni che le permetteranno di sopravvivere in un’avventura davvero incredibile e piena di pericoli.

La scimmia dell’assassino, Jakob Wegelius, Traduzione di Laura Cangemi, Iperborea

Sally Jones affida proprio alla sua macchina da scrivere la storia di questa avventura.

Tutto ha inizio a Lisbona quando, a causa di un carico di merci non andato a buon fine, Henry Koskela si trova implicato in un omicidio e finisce in prigione. Sally Jones è sola, non sa dove andare, soprattutto perché stanno cercando anche lei, la scimmia dell’assassino.

Ma non si perde d’animo. Può contare sulla sua intelligenza, sull’esperienza maturata in mare e in tanti porti, può contare sul suo fiuto imbattibile e su alcune persone che faranno di tutto per aiutarla.

La scimmia dell’assassino, Jakob Wegelius, Traduzione di Laura Cangemi, Iperborea

Un’avventura che ci tiene con il fiato sospeso, che ci porta in viaggio con Sally da Lisbona fin nel lontano Oriente e che affascina il lettore con una carrellata di personaggi intriganti, raccontati con una marcata intensità psicologica. Entriamo nella bottega di un abile riparatore di strumenti musicali, nell’umile casa di una donna dalla voce che incanta, corriamo sui tetti di una città portuale, percepiamo i fumi e gli odori di una locanda di mare, assistiamo al fervore luccicante delle serate a teatro, restiamo abbagliati dallo sfarzo ostentato da un ricco maharajah indiano, vediamo sguardi loschi, poi volti rassicuranti. Passi, corse, canti, silenzi, parole nascoste, sentiamo la tensione crescere e l’inaspettato può celarsi dietro a ogni pagina.

La scimmia dell’assassino, Jakob Wegelius, Traduzione di Laura Cangemi, Iperborea

Lo scrittore riesce a orientarci con maestria in un intreccio che si infittisce in maglie sempre più strette.
Ci guidano nella lettura bussole preziose: la scrittura impeccabile, la narrazione limpida dei fatti, la precisione descrittiva.

È un romanzo d’avventura che si apre a temi importanti: l’amicizia, quella vera, su cui si può sempre fare affidamento, il pregiudizio che nasce da una percezione distorta della diversità e la debolezza umana di fronte al denaro e alla possibilità di arricchirsi. [Cristina Spallanzani, allenatrice della creatività]

La mia vita felice, di Rose Lagercrantz, illustrazioni di Eva Eriksson, Il Castoro

8 febbraio 2021

“È tardi, ma Dani non riesce a dormire. Alcune persone per addormentarsi contano le pecore, ma lei no! Dani conta tutte le volte in cui è stata felice!”

La scrittrice svedese Rose Lagercrantz, Premio Astrid Lindgren nel 1979 e Premio August nel 1995 (prestigiosi riconoscimenti letterari svedesi nell’ambito della letteratura per ragazzi), ha rivelato in un’intervista che ha scritto il suo racconto dopo la morte della madre. Per superare il dolore del momento e per ritornare ad essere felice, per il suo nuovo libro ha scelto di partire dal titolo: “La mia vita felice”. E, incominciando da queste parole, meravigliose ed evocative, ha narrato la storia di Dani regalandoci un racconto delicato, un viaggio leggero e profondo nell’infanzia.

Dani è una bambina di 6 anni e, prima di addormentarsi, conta tutte le volte in cui è stata felice: quando è riuscita a nuotare senza affogare, quando ha ricevuto il suo primo zaino per andare a scuola… Sono momenti felici da trattenere e da custodire per poter affrontare le sue giornate. La nostra protagonista vive con il papà (la sua mamma è morta) e Gatto, e cerca di superare le sue piccole e grandi paure. Scopriamo con Dani le incognite e le difficoltà della scuola, ma anche la sorpresa e il dono dell’amicizia. Dani conosce Frida, una sua compagna di classe, e nasce con naturalezza e spontaneità un bellissimo rapporto di intesa e di fiducia. L’improvvisa partenza di Frida getta Dani in un grande sconforto, ma riesce a comprendere il dolore della perdita e il sentimento della lontananza e comincia a volgere la sua attenzione e il suo sguardo verso gli altri, nuovi amici da conoscere. Dani ci insegna ad aprire sempre il nostro cuore. La sua voce è autentica e sincera, mai banale. Seguendo le sue giornate, tra gioie e dolori, sentiamo i suoi pensieri, i suoi sentimenti, l’affetto che la circonda e che lei riesce a dare.

“La mia vita felice” è un piccolo racconto di formazione, per comprendersi e per scoprire la vastità e la bellezza del mondo, per non dimenticare che la vita è piena di sorprese!

Eva Eriksson, importante illustratrice svedese che ha collaborato con grandi autori, tra cui Ulf Stark, illumina con i suoi disegni a inchiostro nero la figura di Dani e degli altri protagonisti rendendo più semplice la lettura del racconto già suddiviso in brevi capitoli.

Rose Lagercrantz ha scritto altre avventure di Dani e, dopo “La mia vita felice”, è stato pubblicato recentemente anche “Il mio cuore ride e saltella”: eccoci pronti per vivere un’altra storia con Dani! “E inizierà un nuovo capitolo della sua vita felice.” (La traduzione è di Samanta K. Milton Knowle) [Milena Minelli, Castello di carta, Vignola]

La tigre, di Jan Jutte, edito da Lemniscaat

7 febbraio 2021

In un freddo pomeriggio, tra boschi ammantati di neve, Giulietta si gode la sua tranquilla passeggiata immersa nel silenzio… 

La tigre, di Jan Jutte, edito da Lemniscaat

…quando una tigre inaspettatamente le si avvicina. 
Che paura!, potrebbe pensare qualcuno, ma niente di quello che ci si aspetterebbe succede, solo coccole e tanta tenerezza che preludono all’inizio di un’affettuosa e sincera amicizia. 
La tigre trova accoglienza non solo nella casa di Giulietta, non più vuota e triste, ma in tutto il villaggio, che dopo un iniziale smarrimento, si abitua alla presenza di tigre al punto da diventare parte integrante della vita della comunità. 

La tigre, di Jan Jutte, edito da Lemniscaat

Ma il richiamo del mondo selvaggio si fa sentire e tigre comincia a manifestare la sua sofferenza. 
Il suo morbido e caldo pelo, inizia  a perdere le strisce e con esse la felicità. 
È la nostalgia che irrompe prepotentemente e che brama il ritorno alla propria terra d’origine. 
Riuscirà Giulietta ad aiutare la sua giovane amica? Riuscirà a lasciarla andare per il suo bene? 
Lasciamo a voi la curiosità di scoprire il finale della storia che vi scalderà il cuore. 
Quello che è certo è che in questo meraviglioso albo illustrato si percepisce la forza dell’amore, che si dona, si riceve e si rinnova in diverse forme. 

La tigre, di Jan Jutte, edito da Lemniscaat

A impreziosire la narrazione le stupende illustrazioni di Jane Jutte, autore anche del testo, che ci trasportano in due mondi diversi: quello del villaggio nord europeo, con le caratteristiche case colorate e le pittoresche stradine, e quello più orientale che richiama l’India, con i suoi turbanti, colorati incantatori di serpenti e selvagge foreste pluviali. [Roberta Pettinella, Il soffiasogni, Albano Laziale]

Voci dal mondo verde, Stefano Bordiglioni, illustrazioni di Irene Penazzi, Editoriale Scienza

6 febbraio 2021

Tra tutte le piante raccontate in Voci dal mondo verde quelle che più mi hanno affascinato sono quelle che radicano la terra da tempo immemore, i fossili viventi. Conoscevo la storia della Cicade, i cui antenati hanno guardato negli occhi i Tirannosauro rex, giunti a popolare la terra un paio di milioni di anni dopo che essa aveva messo radici. Ma sono rimasta stupefatta che anche il Ginko biloba, le cui caratteristiche foglie a ventaglio sono così spesso rappresentate nei libri per l’infanzia, perché uniche ed elegantissime, fosse così antico da meritare anch’esso la definizione di “fossile vivente”.

Voci dal mondo verde, Stefano Bordiglioni, illustrazioni di Irene Penazzi, Editoriale Scienza

Stefano Bordiglioni trova parole che hanno il ritmo della narrazione, della storia, ma conservano l’agilità del lessico scientifico, alle quali si affiancano le illustrazioni  di Irene Penazzi, artista dal tocco fresco e pulito, perfetto per  esprimere i colori e le luci di una natura, quella vegetale, che per sua indole cerca la luce e tende al cielo.

Voci dal mondo verde, Stefano Bordiglioni, illustrazioni di Irene Penazzi, Editoriale Scienza

Ogni capitolo si apre con una illustrazione a doppia pagina e un’introduzione che contestualizza l’argomento con indicazioni dal carattere generico, utili a dare le basi alle descrizioni dettagliate e piene delle piante che ne costituiscono il corpo. E quindi ci sono i ‘campioni d’altezza’, tra cui spicca la sequoia gigante, che può raggiungere i 95 metri; le ‘piante da favola’, che per le loro straordinarie caratteristiche hanno stuzzicato la fantasia degli uomini, le Frangipane, per esempio o  Il drago delle Canarie, leggendario per aver incontrato, un giorno, Ercole; le ‘grandi foglie’, tra cui la Ninfea gigante, capace di reggere su di sé il peso di un bambino, grazie alle venature robuste ma cave, che, piene d’aria, la rendono capace di galleggiare.

Voci dal mondo verde, Stefano Bordiglioni, illustrazioni di Irene Penazzi, Editoriale Scienza

Gli alberi parlano in prima persona, e, nel farlo, forniscono indicazioni sulla loro provenienza, la loro evoluzione, l’interazione con altre specie viventi e le loro proprietà. Il libro è inserito nella collana “I libri dell’orto”, un progetto ideato dall’editore insieme l’Università degli Studi di Padova. [Barbara Ferraro, libreria Il Giardino Incartato, Roma]