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Piccoli Sguardi festival di divulgazione scientifica e narrazioni per giovani esploratori

10 Maggio 2022

Dopo il successo dello scorso anno, torna il festival di divulgazione scientifica e narrazioni per giovani esploratori Piccoli Sguardi,  con un programma ancora più ricco ed entusiasmante.

La seconda edizione del festival  Piccoli Sguardi , avrà luogo dal 13 al 15 maggio p.v. presso la Chiesa SS. Pietro e Paolo (Piazza Palmieri) a Monopoli.

 Il festival è organizzato dalla libreria Minopolis di Monopoli con il Patrocinio Gratuito del Comune di Monopoli.

In questo periodo storico e sociale è sempre più necessario costruire un habitat sostenibile e riscoprire la relazione tra uomo e natura. Il festival Piccoli Sguardi si pone come obiettivo quello di allenare al pensiero ecologico.

Riscoprire la bellezza e l’armonia del mondo significa creare le condizioni per innescare il cambiamento costituito dalla cura di sè e dalla relazione che ci lega a tutti gli esseri viventi e alla Terra.

Piccoli Sguardi porta con sè una cassetta di attrezzi costituita da libri autori e laboratori, utili per imparare a rivolgere lo sguardo allo stupore e alla meraviglia della terra.

Per  il festival Piccoli Sguardi, grazie al prezioso intervento dei Vivai Capitanio, l’auditorium SS. Pietro e Paolo, si trasformerà in un bosco incantato e incontaminato, dove i visitatori potranno intrattenersi partecipando ai laboratori in programma, visitando la bellissima mostra delle tavole dell’illustratrice  Rossana Bossù tratte dal libro “Chi sarà” editore Camelozampa o ancora curiosando tra i libri della mostra mercato, incontrando autori quali Angelo Mozzillo e Paola Vitale,cimentandosi con il caviardage alla scoperta della poesia nascosta tra le pagine di un libro, viaggiando nella letteratura oltre confine di Besa Muci, o ancora passeggiando nel Giardino Botanico Lama degli Ulivi, parlando di libri e osservando la natura circostante.

Piccoli Sguardi per piccoli e grandi esploratori del mondo

PROGRAMMA:

13 MAGGIO

ore 8,45 Apertura mostra illustratrice Rossana Bossù dal libri “Chi sarà” Camelozampa

ore 9,00 Angelo Mozzillo presenta “Io sono foglia” Bacchilega editore

ore 11,00 Natura in colore

ore 15,30 Paola Vitale presenta “Chi sarà” Camelozampa editore (età 9- 10 anni)

ore 17,30 Paola Vitale presenta “Chi sarà” Camelozampa editore (età 11-13 anni)

14 MAGGIO

ore 8,30 La poesia nascosta – laboratorio di Caviardage

a cura di Mella Sciancalepore e Valeria Ragno

ore 10,00 Storie oltre confine a cura di Matteo Sabato:

Presentazione Collana Rendez-vous Besa Muci editore

ore 16,30 L’officina delle api

laboratorio presso Giardino Botanico Lama degli Ulivi a cura di Coop. Serapia (età dai 5 anni)

ore 17,30 Laboratorio: Mostri in azione (età dai 5 anni)

15 MAGGIO

ore 10,30 Alla scoperta delle tracce degli animali selvatici

laboratorio presso Giardino Botanico Lama degli Ulivi a cura di Coop. Serapia (età dai 4 anni)

ore 16,00 Letture con il Kamishibai (età dai 4 anni)

ore 18,00 Semi di parole – letture e laboratorio (età dai 6 anni)

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Festival Passa la parola

4 Maggio 2022

Ed ecco finalmente si torna a vedersi dal vivo anche a Modena con il Festival Passa la parola organizzato dalla libreria Castello di Carta di Vignola (in collaborazione con CSI Modena). Alla decima edizione, il Festival conta anche quest’anno numerosi ospiti italiani e stranieri presenti con i loro albi, romanzi, saggi nei nostri scaffali. Più sotto la lista completa. Noi vi invitiamo a vedere il programma completo nella pagina del festival, ma non possiamo non ricordare almeno quattro degli incontri programmati da Milena e Sara della libreria di Vignola.

Domenica 8 maggio, a Formigine, all’Auditorium Spira Mirabilisi, con il nostro Children’s Laureate, Alessandro Sanna:

– ore 17:00 | Letture e illustrazioni – PAESAGGI A CASO

Performance artistica con Melania Longo e Alessandro Sanna: foto, illustrazioni, parole e musica
Domenica 15 a Modena con due dei nostri premi Orbil 2022:

– Ore 15:30 | Incontro con l’autore – CURARE LE PAROLE

con Malika Ferdjoukh e Beatrice Masini

Dialogo sullo scrivere per creare legami (per lasciare traccia). Conduce Agata Diakoviez.

– Ore 17:30 | Illustrazioni e letture – UNA VACANZA DA UNICORNI

con Gilles Bachelet e Sara Tarabusi

Letture animate e illustrazioni da ridere Traduzione a cura di Elisa De Benedetti. L’evento ha il sostegno di Institut Français Italia
Per finire sabato 25 giugno a Pavullo (Parco Palazzo Ducale, Via Giardini 3) con Vittoria Facchini, autrice del nostro logo:

– ore 17:00 | Illustrazione – NON SI ARRESTANO I FIORI

Laboratorio artistico collettivo di land art, tra pittura e grafica: per veicolare messaggi, simboli, piccoli versi di pace Iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti: 0536 21213 0536 29013 – biblioteca@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

In caso di maltempo l’incontro si terrà presso i Sotterranei di Palazzo Ducale

PS Ospiti di Passa la parola:

Stefano Ascari, Gilles Bachelet, Mauro Bellei, Stefan Boonen, Stefano Bordiglioni, Francesco D’Adamo, Agata Diakoviez, Vittoria Facchini, Marika Ferdjoukh, Marina Girardi, Grazia Gotti, Rocco Lombardi, Melania Longo, Luca Malagoli, Beatrice Masini, Viviana Mazza, Melvin, Matteo Meschiari, Eros Miari, Davide Morosinotto, Irene Penazzi, Telmo Pievani, Roberto Piumini, Sonia Maria Luce Possentini, Vania Pucci, Giusi Quarenghi, Sergio Ruzzier, Alessandro Sanna, Giorgio Scaramuzzino, Guido Sgardoli , Fabrizio Silei, Sualzo, Monica Tappa, Sara Tarabusi, Gek Tessaro, Bruno Tognolini, David Tolin, Silvia Vecchini

Uno strampalato naturalista

2 Maggio 2022

Gilles Bachelet in tour (prima puntata)

Tutto è iniziato con un gattino dalle dimensioni di un pachiderma, un semplice gatto che ama dormire, molto accurato nelle pulizie, che è spesso ritratto dal suo padrone (il nostro preferito è in versione Matisse), un gattino che cresciuto si innamora di una micia soriana.

Quasi contemporaneo a questo gatto, il primo della serie, che da troppo tempo manca dalle librerie, è anche un piccolo fungo, un po’ troppo invadente ed autoritario, che ha manie di espansione e pecca un po’ di arrivismo, ma come biasimarlo se il suo nome è Napoleon.

É poi arrivata una coniglietta bianca, moglie, madre prolifica, casalinga sempre alle prese con un marito ritardatario e dalla memoria assai labile, per quel che riguarda i doveri familiari… Se poi in casa si ritrova un gatto che tende a sparire e una baby-sitter adolescente “instabile”, le cose non aiutano.

Come dimenticare infine un cavaliere non molto svelto, ottimo padre e marito, che prima di arrivare a lavoro viene distratto da mille imprevisti (tra i quali una partita a scacchi) che non aiutano in fatto di puntualità.

Ed ora siamo infine (ne mancano molti all’appello, ma devono ancora passare le Alpi) giunti a conoscere uno spassoso unicorno che, ritiratosi dalle scene, passa il suo tempo in una casa di riposo, “Villa Tranquilla”, dove strane cose capitano ad alcuni ospiti.

Le storie di Gilles Bachelet sono una più spassosa dell’altra, sono rivolte ai bambini, ma parlano (e con quale carattere) anche agli adulti. E a parlare non sono solo le parole ma anche, e soprattutto, il suo segno, i suoi colori, le sue atmosfere, la sua ricchezza di dettagli che non deludono mai. Le sue tavole, quelle più ampie, di paesaggi o interni, sono sempre affollate di citazioni che permettono di reiterare le letture numerose volte, riuscendo sempre ad incantare e sorprendere i suoi lettori.

Fin dall’inizio i suoi lavori sono stati apprezzati dal pubblico e dalla critica. “Il mio gatto è proprio matto” in Francia ha vinto il premio Baobab. “La signora Coniglio Bianco”, la Pépite dell’album al Salone di Montreuil, “Il cavaliere Panciaterra” il premio Andersen italiano. Nel 2019 Gilles Bachelet sempre a Montreuil è stato il primo artista a ricevere il nuovo riconoscimento il Prix de la Grande Ourse. 

Oggi, lo scorso marzo, in occasione della Bologna Children’s Book Fair, le librerie ALIR gli hanno assegnato il premio Orbil per il miglior albo illustrato.

E per questa ragione in questi giorni, l’illustratore francese, sarà in Italia (ma non disperate tornerà anche ad ottobre per un tour più ricco) a Sesto Fiorentino alla libreria Liblab (sabato 14 maggio) e poi a Modena per il Festival Passa la Parola (domenica 15 maggio) organizzato dalla libreria Castello di Carta. Questo primo tour è stato organizzato da ALIR in collaborazione con l’Institut Français d’Italie e le case editrici Terre di mezzo e Il Castoro.

PS

In effetti tra la casalinga bianca e il cavaliere un altro piccolo gioiello di Bachelet ha passato le Alpi; andatelo a cercare, si intitola “Raccontami una storia”, un libro che parla di libri, di quelli che accompagnano i sogni dei piccoli, e parla di famiglie, le più diverse, tutte accompagnate da questa pratica a noi cara che è la lettura condivisa.

David Tolin

Pel di carota

Vacanze su Venere

15 marzo 2022

Vacanze su Venere, Germano Zullo, ill. Albertine, trad. , Logos

Una tre volumi, una mini roulotte, un traffico bestiale, una strada provinciale, un tour infinito con strade tortuose, seconda stella a destra…
La meta raggiunta non è quella giusta, la spiaggia è bizzarra, il mare è verde, ma tutto questo passa in secondo piano quando si è in buona compagnia anche se si fatica a comunicare, anche se gli interessi sono diversi.

Una giornata particolare di un simpatico vacanziere e del suo gatto Georges che finiti all’altro capo del Sistema solare, fanno incontri alieni.

Vacanze su Venere è uno dei numerosi titoli che, con gli altri della collana “I fumetti della Ciopi” editi da Logos, sta finalmente rinvigorendo lo scaffale balloon rivolto ai primi lettori. Il libro è di Albertine e Germano Zullo e, come spesso nei loro lavori, l’ironia pervade le pagine, è presente nelle parole di lui e nei colori di lei, nei personaggi stravaganti e naïf, negli ambienti e nei paesaggi anche se ridotti all’essenziale.

Da anni seguiamo il lavoro di questa copia di artisti svizzeri, coppia anche nella vita, autori di numerosissimi albi tutti pubblicati in origine dalla ginevrina La joie de lire.

Da anni, almeno undici (chi scrive inaugurò la sua libreria Pel di carota con alcune letture-danzate, una delle quali sull’albo all’epoca appena edito da Topipittori), siamo innamorati del loro primo libro pubblicato in Italia, Gli Uccelli, una storia di dettagli, minuscoli, fatti per essere scoperti, per diventare immensi…Abbiamo continuato a seguire il loro lavoro, quello che ha passato le Alpi, ma anche quello che deve ancora essere tradotto (aspettiamo Marta la mucca, Raphaël il sarto, le “chiacchiere” veneziane e i loro cartonati), quello più di denuncia (Grattacieli, Mondadori), e il più fiabesco (Il re nudo, Topipittori), quello più caleidoscopico (Modelli, Fatatrac) e il più divertito (Stanno arrivando!, Fatatrac). Abbiamo esultato quando nel 2016 Il mio piccolino (Bompiani), l’albo, quasi un flip-book, tenero e intimista, vinse il Bologna Ragazzi Award nella sezione Fiction, e quando Albertine, due anni fa vince il prestigioso Hans Christian Andersen Award. Insomma ci piace tutto di questi due. Ora aspettiamo l’uscita ormai prossima (come ci hanno confermato da Logos) del loro secondo fumetto: La génie de la boîte de raviolis.

Muleboy

14 marzo 2022

Muleboy, Øyving Torseter, trad. , Beisler

Muleboy è un fumetto trasversale per età. Può essere letto a voce alta a dei bambini di cinque anni come può interessare un bambino di dieci e uno di 7 anni in lettura autonoma. E’ una fiaba a fumetti, protagonista una creatura a metà tra un cavallo e un ippopotamo (già character fisso di Troseter). Mule Boy è un giovane principe, il più piccolo di sette fratelli, che lascia la casa paterna e in sella al suo cavallo parlante si mette in viaggio per ritrovarli e riportarli a casa.

La bellezza di questa graphic sta nel suo mélange di classico e moderno. La Fiaba e tutte le sue atmosfere sono il cuore pulsante della sceneggiatura ma i lettori vengono agganciati da un personaggio protagonista un po’ punk con lo zainetto e il sacco a pelo, che mangia cibi in scatola e incontra una principessa in anfibi che tutto è meno che una passiva principessa in attesa di farsi salvare. Anche se vive avventure fantastiche Mule Boy deve sempre avere un momento per mangiare o andare in bagno.

L’autore attinge con abilità all’immaginario fiabesco, mettendo in campo tanti elementi conosciuti che appaiono però freschi e credibili e non qualcosa di già detto e letto. Questo accostamento si rivela vincente al fine della narrazione che dà la sensazione di movimento , anche grazie alle illustrazioni graffiate, momenti a tutto disegno, scritte, macchie, collage. Pochi segni per i personaggi e anche poche tinte, ma ben studiate.

I lettori più piccoli saranno elettrizzati nel vedere cose spaventose come un lupo famelico e la voce graffiante del Troll ma anche deliziati dalla linearità della narrazione, dall’ironia di alcuni personaggi.

L’inquietudine, quel misto di ignoto e paura che si trova in tutti i grandi libri per l’infanzia, rende questo libro una lettura colta e profonda e al tempo stesso scanzonata.

Ci auguriamo che molti altri lavori di questo giovane autore norvegese siano tradotti in Italia, perchè la sua voce è una delle più interessanti del momento.

Ho trovato il mio posto ne mondo

13 marzo 2022

Ho trovato il mio posto ne mondo, Jenny Jordahl, trad. , Sonda

Una bella storia che affronta un tema importante quella raccontata da Jenny Jordahl in Ho trovato il mio posto nel mondo, una graphic novel che ha già vinto nel 2020 il Braze Prize, il più importante riconoscimento norvegese per la letteratura e arrivata in Italia granzie a Sonda.

Con parole limpide e disegni efficaci il libro racconta la difficoltà di trovare il proprio posto nel particolare momento della vita di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza, qui espressa attraverso gli occhi di Janny alle prese con problemi di peso, difficoltà alimentari e di relazione di cui sembra prendere coscienza attraverso gli occhi e le parole dei compagni che la isolano.

Problemi che prendono la forma di una grande ombra scura, un mostro che la accompagna ovunque e che esprime visivamente il suo senso di inadeguatezza e nel quale è difficile non riconoscere un momento in cui ognuno di noi si è sentito altrettando inadeguato e impresentabile.

Il cibo divorato, rifiutato, gettato è il copratagonista di questo libro.

Una storia che affronta un tema di estrema attualità in un mondo che richiede sempre più un’immagine fisica perfetta e omologata e racconta paure non solo adolescenziali e la difficoltà dei genitori di comprendere di propri figli, di trovare le parole e gli strumenti giusti per sostenerli nei momenti di difficoltà.

Sulla vita sfortunata dei vermi

11 marzo 2022

Sulla vita sfortunata dei vermi, Noemi Vola, Corraini

Dall’introduzione del libro leggiamo “..i vermi sono un argomento che non interessa a nessuno ..la maggior parte dei lettori preferiscono altre tematiche come ad esempio i dinosauri,le tigri, i delfini, i cavalli bianchi alati e via dicendo…questo libro non esiste per aumentare le vostre conoscenze scientifiche sui vermi, ma piuttosto per farvi dubitare di quel che sapevate prima”.

Questo libro è dunque davvero un libro di divulgazione scientifica? E’ stato posto nella giusta categoria? E ancora, si può trovare una giusta categoria per questa incredibile e geniale pubblicazione?

Le libraie e i librai di Alir si sono risposti “forse si” e lo hanno messo in terzina.

Il libro inizia come un normale libro di divulgazione sui vermi e i lombrichi per poi sconfinare nella filosofia, nelle grandi domande. Domande poste senza pedanteria, ma come domande che semplicemente arrivano, logicamente: dove finirò quando non sarò più io? Sarei comunque io se smettessi di assomigliarmi?

Con la lettura di questo libro la testa và lontano, ci sono continui sconfinamenti, si ride mentre si pensa, è un gioco serio. Un libro come non se ne sono visti tanti.

Da che parte per Yellowstone

10 marzo 2022

Da che parte per Yellowstone, Aleksandra Mizielinska, ill. Daniel Mizielinski, trad. Vera Verdiani, L’ippocampo edizioni.

Questo libro interessante e divertente è l’ultima fatica dei due autori polacchi Aleksandra Mizielińska e Daniel Mizieliński dei quali abbiamo già amato Mappe. Un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo.

L’espediente narrativo è quello di due simpatici personaggi, lo scoiattolo Ula e il bisonte Kuba che vivono nella foresta di Białowieża in Polonia che dopo aver ricevuto una misteriosa lettera da una lontana cugina di Kuba i due partiranno alla scoperta dei grandi parchi del mondo come, Yellowstone, il Parco Nazionale di Manu, quello di Komodo spingendosi fino a Fiordland in Nuova Zelanda. E’ un testo che incuriosisce, che appassionerà gli amanti degli animali, della natura, dei mari e dei deserti. Le pagine dove vediamo il taccuino di Ula sono molto utili per rendere più chiara e leggibile l’ avventura dentro al libro. La narrazione è leggera ma gli argomenti trattati sono importanti e complessi , si parla di ecosistemi,  di biodiversità, degli equilibri fragili della natura e della sua sorprendente bellezza. Lo stile descrittivo dei due autori, insieme ad una struttura a fumetti non appesantisce ma incentiva la curiosità e le scene esilaranti e divertenti dei nostri personaggi vi strapperanno più di una risata. E’ un libro infinito che invita ad una circolarità, arrivati in fondo è molto probabile che vogliate ricominciare da capo.

Cento semi che presero il volo

9 marzo 2022

Cento semi che presero il volo, Isabel Minhòs Martins, ill. Yara Kono, trad. Serena Magi, Hopi edizioni

L’albero aspettava. E sperava. Speranzoso per natura. Che cosa aspettava? che tutto andasse bene (ecco cosa sperava). Che cosa aspettava? Il giorno perfetto, il giorno giusto, il giorno!

Tutto ha inizio con un albero, che pensa, spera e aspetta. Da subito ci si accorge che questo non è un comune libro di divulgazione, ma c’è la saggezza del fiabesco che ci fa pensare al “C’era una volta”.

E come tutte le buone fiabe dopo poco emerge l’imprevisto, l’ostacolo che poi è un elemento che fa parte della vita stessa.

Nonostante tutta la sua speranza non tutti i semi caddero su un buon terreno.

E così, dei cento semi caduti dall’albero seguiamo le rocambolesche capitolazioni, che pagina dopo pagina decimano l’esercito dei coraggiosi semi partiti all’avventura.

Gli imprevisti sono però buffi, e prevale il sorriso anche nella disgrazia della resa. E a guardarci bene dentro ci accorgiamo che sono proprio gli ostacoli incontrati che aprono il lettore ad altre domande, a nuove ipotesi, e i semi viaggiatori sono solo una scusa per sondare il mondo della natura.

E qui si dovrebbe concludere questa storia… ma l’albero continuava ad aspettare, vi ricordate?

Proprio quando sembra tutto perduto, l’inaspettato bussa alla porta e apre i nostri occhi alla meraviglia dell’incalcolabile, per mezzo dei sentieri che la vita sceglie di percorrere.

L’albero sapeva: spesso perché vada tutto bene, basta saper aspettare!

Negli ultimi risguardi gli autori hanno scritto alcune spiegazioni sui diversi tipi di semi e sulle loro strategie per sopravvivere, in un mini-manuale per esplorare la natura.

Il segno pastoso (come di pastello a cera), la presenza di colori saturi, il felice connubio di retini e l’effetto collage di cartoncini danno un tono spiritoso e ricco di vita alla narrazione.

Grazie a Hopi, casa editrice indipendente romana avviata da poco, che si occupa di un’ecologia a tutto tondo, e si propone di sensibilizzare le nuove generazioni tramite l’osservazione e la meraviglia per il mondo che ci circonda.

Citando il paleontologo S.J. Gould: «dovremmo sviluppare un legame emotivo e spirituale con la natura, perché non si lotta per salvare qualcosa che non si ama».

Allora largo alla natura, allo sguardo attento e fresco tipico dell’infanzia, che ci fa meravigliare e ci apre agli altri e ai molti perché.

Francesca Valerio, Il piccolo giardiniere, Mantova

La fisica degli abbracci

7 marzo 2022

La fisica degli abbracci, Anna Vivarelli, Uovonero

Ognuno di noi ha dei canali di comunicazione con il mondo. Non sono necessariamente gli stessi, anzi potremmo dire che spesso sono molto diversi. E molte delle incomprensioni in cui inciampiamo sono conseguenza di una comunicazione “non-allineata”, al di fuori del nostro linguaggio.

Will è un ragazzo iper-dotato, con un quoziente intellettivo che lo rende emarginato, ai bordi della normalità.

Una vita inquadrata, schematica e calcolata che si rivela pesante, soprattutto per un ragazzo di quattordici anni alle soglie del mondo.

Quando il gioco-vita è così temibile, la scelta di abbandonare il campo sembra a Will la più sensata. E lo fa in grande stile, inscenando la sua morte, per sparire, per sottrarsi alle regole del gioco.

Dora è una signora rumena sulla cinquantina, povera ma solo di denaro. Della riserva di umanità ne ha invece una buona scorta. Ama le storie, quelle che provengono dal passato, quelle che trova nei suoi libri, quelle che legge facilmente osservando la città e la gente intorno a sè. Insomma… meglio del presente, che non è così roseo.

Succede che due persone che non potrebbero essere più lontane di così, si trovano a stringere un rapporto che cambierà per sempre le loro esistenze.

Succede che Will, analfabeta di relazioni, impara un nuovo alfabeto, nell’unico modo in cui si può ammorbidire qualcosa di rigido: con il calore dell’affetto e della cura.

Succede che Dora scopre che della sua storia non è ancora stata scritta l’ultima pagina, e la vita è ancora tutta da vivere.

Anna Vivarelli è laureata in filosofia. Scrittrice e autrice teatrale, ha insegnato storia del teatro in scuole di recitazione. Nelle sue parole percepiamo in filigrana le grandi domande che attraversano il tempo dell’adolescenza, e nel contempo gustiamo una forte presenza di gesti, movimenti che sono quasi tangibili e che permeano il romanzo dell’animo teatrale. Meraviglia.

Un po’ giallo, un po’ romanzo di formazione, un po’ cronaca dell’incontro tra due libertà e del loro difficile avvicinamento: come di una stanza nuova che si esplora piano piano, a tentoni, cercando un nuovo linguaggio che raggiunga entrambi i protagonisti. Anna rende questi avvicinamenti fluidi e rispettosi dell’identità di ciascuno e ci invita a fare posto all’altro, che è e sarà sempre “altro-da-me”.

Francesca Valerio, Il piccolo giardinere, Mantova